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giovedì 3 novembre 2011

Eh no.


Ma il Rugbista che ritorna dal nulla, spuntando come un fastidioso foruncolo sotto pelle?
....
Ma vai a cagare. 

giovedì 30 dicembre 2010

Paolo Fox mi fa una pippa. Buon anno!

Lo sapevo anche io che il 2010 sarebbe stato un anno di transizione, caro il mio bel Paolo Fox. Per i miei poi è stata una transAzione unica. Mai visti tanti soldi scomparire così velocemente. Fviuuuum. Manco Schumacher!
Bé voglio fare una previsione: scommetto che il 2011 sarà l'anno della stabilizzazione. {E che nel 2012 ci sarà la fine del mondo. Ok, questo l'avevano già detto i Maya.}
Sì perché per l'astrologo non c'è mai "un anno magnifico" o un più probabile "anno di merda". No, è una parafrasi unica. "Un anno pieno di cose". E grazie! Avessi la possibilità di passare tutti i 365 giorni a dormire, lo farei anche. Ma non si può. C'è da fare.


E dopo aver studiato ed essermi laureata {ebbene sì, sono 100/110 di Dottoressa in scienze delle merendine} c'è da rimboccarsi le maniche e lavorare. 
Per ora sono disoccupata. Da ben 8 giorni.
Ma oggi ho un colloquio con un tizio che si occupa di salute e benessere. Quando mai ho mandato un curriculum per occuparmi di salute e benessere? Ok che ho fatto la promoter di poltrone massaggianti, ma non è la mia massima aspirazione raccontare che "i cazzotti che sentite nella vostra schiena, sono proprio come quelli che vi darà il vostro massaggiatore di fiducia. Garantito!"

But it's not so bad, it's not so bad. Dice Charlie.
Caro Charlie! Meno male che ci sei tu. Dici che non parlo mai di te. Ma è perché ho troppo da dire. Non ti basta sapere che sei il mio migliore amico?
Voglio dire... ma dove la trovi un'altra rompicoglioni come me che sopporta un rompicoglioni come te?
Hai visto anche tu che se la mattina mi mandi un sms con scritto "Svegliati!" perché sei invidioso del fatto che io posso dormire fino a mezzogiorno e tu no, io mi sveglio. Lo faccio per solidarietà eh, non perché ho la suoneria attivata.
E poi le mani mi prudono solo con te. Fino ad oggi era successo solo col Rugbista, ma forse perché guardavamo troppo wrastling.
E' che a volte sei davvero così pignolo che ti tirerei tante di quelle craniate da farmi male anch'io. Perché in due si soffre meglio.
E se a me viene da piangere perché sono triste perché mi manca il cane, tu lo capisci al primo messaggio con la punteggiatura. 
Non posso farci niente se mi diverto a mandarti tanti sms inutili con scritto solo "si" oppure "eh", "ok". E' come quando tu mi fai l'occhiolino imitando l'amico-fritz che mi da tremendamente fastidio.
Non conta quanto sei presente qui. Trattieni le tue manie di protagonismo e accontentati di sopportarmi nella vita reale.

ps - mi dice di scrivere di lui che è bello e muscoloso.

pps - però mi ha regalato un fighissimo orologio hip-hop lilla.

ppps!!!!! - se non s'è capito, è il mio modo per augurarti buon anno! sperando sia ancora pieno di te, dei messaggi senza punteggiatura, delle richieste d'aiuto quando qualcuno che non mi piace ci prova, dei tuoi sfottò, dei miei innamoramenti facili che puntualmente mi smonti, delle risate per telefono, dei nostri segreti, dello shopping sfrenato (ah cazzo devo ancora darti quei 6 euro...), del profumo di Abercrombie, dei pigiama party via webcam, dei messaggi della buona notte preceduti da "ma tu cosa pensi che ci sia dopo la morte?". Ti voglio bene, pirletti!

lunedì 6 settembre 2010

Rugby: la storia finitissima!

Dritta al sodo.
Io e Rugby non ci parliamo da Sabato. Io non lo cerco, lui non cerca me.
Che è successo?
Facebook a volte sa essere tanto meraviglioso quanto distruttivo. Lui si diverte a pubblicare tutta una serie di link, giochini, biscotti della fortuna, come morirai, a che età morirai, ma vivrai? e così via. E io non nego di andarli a leggere per vedere che gli frulla in quella testa, che ormai ho appurato essere bacata al 100%.
Così l'altro giorno faccio questa grande scoperta: Rugby ha stretto amicizia con Buzzicozza. No aspetta, devo avere gli occhi appannati. Non è possibile. Buzzicozza? Quella Buzzicozza???
{NB: chiamasi Buzzicozza quella stronza disumana, cattiva e manipolatrice peggio di Crudelia Demon della mia ex compagna di liceo. All'epoca detestata a morte da Rugby, perché spesso motivo di litigio fra noi.}
Iddunque... che cazzo ci fa fra i tuoi amici?
"Non ricordo ti stesse così simpatica, da diventarne addirittura amico su facebook."
"Infatti non mi sta simpatica."
"Capisco: non ti sta simpatica, quindi l'aggiungi su facebook. Non fa 'na piega."
"Sì infatti. A me interessa solo avere tanti amici su facebook!"
Whaaaaaaat???
No, ti prego in ginocchio sui ceci: dimmi che non hai detto una cosa del genere! Dimmi che stai scherzando, o che stai facendo un'indagine di mercato sui social network, o che hai bisogno di così tanta gente - anche inutile - perché vuoi fare pubblicità all'azienda di tuo padre, o piuttosto che ti vuoi bombare tutte quelle con le tette grosse, perché effettivamente le mie scarseggiano. Fai funzionare quel criceto che ti ritrovi nel cervello in qualsiasi cazzutissimo modo, ma dimmi che non sei così minchione!

E invece gnente. Solo SBADABAMMMM! Solo il rumore assordante delle mie palle che sono cadute a terra, e che continuano incessantemente a rotolare per la disperazione.


Ps - "Magari ha aggiunto a caso anche te!"; se non ci fosse Charlie.
Pps - Ora capisco perché quel famoso sabato il ciclo mi è anticipato di una settimana. Altro che Freud; una manna dal cielo! L'angelo custode che veglia su di me, mi ha impedito di commettere l'ennesima minchiata.

venerdì 3 settembre 2010

Rugby: la storia infinita.

Ieri sera l'ho rivisto, Rugby.
E' venuto qui a casa per mettersi d'accordo con i miei su alcuni mobili che gli hanno commissionato per la casa al mare. E' stato bello vederlo muoversi per queste stanze. Faceva uno strano effetto. Quando siamo saliti in camera si è guardato un po' intorno ripetendo: "Ma quello te l'ho regalato io?", "Uh il mio amico elefante!", ecc. Effettivamente di lui c'è traccia ovunque: in casa, in macchina, nel pc.
Non siamo stati insieme molto perché stamattina aveva la sveglia alle 5. Ma è stato bello che sia venuto ugualmente e per di più con la mano bloccata. Aveva anche la febbre sul labbro, come ce l'aveva la prima volta che ci siamo baciati a 16 anni e la prima volta che ci siamo ribaciati a 18. Sarò io che lo stresso?! Comunque ci siamo baciati anche questa volta. Che mi attacchi tutte le febbri di questo mondo! In più adesso ha preso l'abitudine di leccarmi ovunque. Chiariamo: non è una cosa pop-porno, ma è più come se si stesse mangiando un gelato. Prima la faccia, poi le braccia, il collo, la pancia. Non so che emozione possa dargli, ma lo lascio fare. Anzi, faccio altrettanto. Mi casa es tu casa. E il mio corpo è casa tua. E pare la pensi così anche lui: "Tutta roba mia!".

Adesso bisogna solo che il tempo svolga il suo compito.

martedì 31 agosto 2010

La mia famiglia.

Ho ricevuto la notizia peggiore che potessi immaginare. Quella che non avrei mai voluto sentire. A cui non posso ancora credere. E che ritengo ingiusta, immotivata. Ma soprattutto ingiusta, di nuovo.

Così ho deciso che voglio parlare della mia famiglia, che non è solo mamma, papà, cane e parenti. Famiglia è anche altro.

Famiglia è la Gina. La Gina che sorride sempre. La Gina che quando fa il caffè lo serve con il piattino. La Gina che ha quattro gatti e che per una mattina ne ha avuto anche un quinto; ma cinque erano davvero troppi e perciò quello l'ha dovuto regalare, anche se poi c'è stata così male che non ha mangiato per tutto il giorno. La mamma della Gina, che non ha mangiato come la figlia. La sorella della Gina, che ho conosciuto mentre vagava spensieratamente per casa in mutande; e da allora ha continuato sempre così (che tanto effettivamente ce l'abbiamo tutte uguale!).

Famiglia è Tony B, o meglio Antonio Banderas. Non che conosca quel Banderas in carne e ossa, però Tony B ci somiglia. Me l'ha detto proprio lui una sera mentre eravamo in macchina e stavamo andando a bere qualcosa sui Navigli (perciò non eravamo ancora brilli): "Vero che con i capelli ricci sembro lui?" - "Uguale!". Tony B, che mi manda dei messaggi tutti suoi: "Minchia Lolly! Ho beccato una foto sul cellulare di Halloween! Ma quanto eri figa... E io grasso!".

Famiglia è Charlie, che non è un cane tipo Marely, anche se è l'amico migliore che ho. Charlie che è l'unico che sa proprio tutto-tutto-tutto di me, come il fatto che parlo da sola (ok adesso lo sapete anche voi) o che scrivo su questo blog. Charlie che è l'unico con cui posso fare pipì, pupù e bagno mentre ci parlo al telefono. Charlie con cui ogni tanto c'ho dei bassi, ma poi pure degli alti: "Non diventeremo mai quegli amici del ciao come stai una volta ogni tanto o degli auguri di Natale e stop!" - "No che non lo diventeremo! Perché ti spacco la faccia! Anzi ti straccio le palle fino alla morte, che è peggio!" - "Intendi fisicamente? No perché potrebbero pure servirmi ogni tanto, eh!" - "Dipende tutto da te. Trasformati in quella sottospecie di amico e le perdi!" - "Ti adoro quando sei sadomaso!". Sempre Charlie che mi manda l'in bocca al lupo per gli esami alle 6.20 del mattino e che si prende cura di me: "Ci sono 9 gradi. Copriti bene che io sono in maniche corte ed uscire di casa così è stato micidiale!".

Ma famiglia è altro ancora. Non è solo presente. E' anche passato.

Famiglia è Nonna Lucy, la nonna di Rugby che però è stata e sarà per sempre anche la mia di nonna. Nonna Lucy che mi preparava con tanto amore la torta di mele e sambuca. Nonna Lucy che conserva ancora le mie fotografie di un ferragosto trascorso a casa sua. Quella casa, in cui ci facevo pure la doccia. Nonna Lucy che non mi ha mai dimenticata, perché la morosa che gli è stata presentata dopo di me, ha comunque continuato a chiamarla col mio nome. Nonna Lucy, a cui voglio stringere la mano per l'ultima volta, prima che quel brutto male se la porti via.

venerdì 27 agosto 2010

Ricogghiati.

Ok. Ieri sera credo di aver toccato il fondo, che più fondo non si può. Non sto a spiegare perché e per come, ma mi si è appiccicata addosso la bastardissima sensazione che Rugby mi stia prendendo in giro, anche se non è mai stato quel tipo di persona. Comunque per farla breve gli ho scritto la pappardella che segue e che riporto fedelmente:

Non voglio risultare pesante. Né voglio pressarti. Ma ho questa brutta sensazione addosso e non voglio provarla. Non posso permettermelo, per tanti motivi.
In cinque anni sono successe tante cose. Entrambi abbiamo fatto delle esperienze. Ma io non so se hai sofferto o se sei stato felice. E non so se col tempo ti sei indurito o se sei sempre quel ragazzo che sapeva voler bene davvero.
Io però non sono più quella 18enne stupida, che si lasciava influenzare dagli altri e a cui non andava mai bene niente. Forse sono sempre una gran rompipalle, è vero. Però sono cresciuta. Ho preso delle gran belle batoste che da una parte mi hanno aperto gli occhi sul vero valore delle parole, dei gesti e soprattutto delle persone; ma dall'altra mi hanno messo addosso tante paure e ansie.

Sabato sono stata davvero bene! Mi sembrava tutto familiare. E' stato come se questi cinque anni non fossero minimamente trascorsi.
Però ora ho paura che sia stato solo un momento. Che magari ti sei pentito. O che ti vuoi vendicare di me, perché in fondo anche se è passato tanto tempo me lo merito: ero stata proprio una stronza e tu non lo meritavi. E ti chiedo ancora scusa.

Io non so cosa stai cercando. Ma soprattutto che intenzioni hai nei miei confronti. Io voglio accanto solo una persona che mi voglia davvero bene e con cui costruire qualcosa di serio e duraturo. Altrimenti preferisco stare sola, perché non ne posso più delle prese in giro e delle cose fatte così tanto per.
Perciò per favore, ti chiedo nel bene o nel male di essere sincero e se ti va di ricominciare tutto, ma proprio tutto da capo.

Ora vado a dormire.
Mannaggia a me.
Notte :)

Datemi pure dei bei cazzottoni, perché in quanto ad astuzie d'amore sono proprio una frana. Non è però vero che la sincerità paga sempre? Questo avergli parlato così a cuore aperto servirà certamente: o non ci saranno più intoppi e vivremo felici e contenti, o riceverò una grande sberla sul muso che mi farà tornare in me. Perché questa non sono io. O meglio, non sono io interamente. E' la parte peggiore. Quella che esce quando mi perdo, quando mi manca il terreno sotto i piedi, specialmente quando si tratta di sentimenti.
Mia madre dice che se per alcune cose potrebbe cascare anche il mondo e io non farei una piega, per altre sono davvero un'insicura cronica, e dice che probabilmente è colpa sua. Ha paura che l'avermi ripetuto per anni "sei una scema" "sei una cretina" quando si arrabbiava, sia diventato inconsciamente anche un mio modo di pensare e che mi faccia agire così, terrorizzata e per niente razionale.

Comunque sono stata punita. Perché alle 3.20 di questa notte è venuta a farmi visita l'ennesima colica renale; la QUINTA per la precisione. E' stato però un travaglio da record. Alle 4.45 ho partorito il sassolino. Potrebbero farci un film sui miei calcoli!

giovedì 26 agosto 2010

Io, l'Unicazz e la Gina.

Brevissimo aggiornamento su Rugby: l'unica certezza che ho, è che non so quando ci vedremo. La certezza di questa incertezza deriva dal fatto che sta facendo della fisioterapia, perché giocando a rugby - appunto - si è spaccato un dito. Da solo.

Ehhh, gli uomini. Se non ci fossero NON bisognerebbe inventarli!

Comunque perché parlare sempre di loro? Ci sono tante altre belle cose al mondo, tipo la soppressata, le bollicine dello spumante, o anche i piccioni che hanno fatto il nido sul tetto di casa mia e che sono perennemente in amore (possibile che i piccioni trombino così tanto? Ma soprattutto perché trombano più di me?). Dicevo... sì, tante cose belle come anche le amiche. E a tal proposito non posso non parlare della Gina.
Io e la Gina ci siamo conosciute un anno fa durante un esame scritto di francese. Eravamo sedute accanto e dagli sguardi reciproci che ci lanciavamo, ("Dai che la frase due tu la sai per forza! Me lo sento!" "Chissà se almeno lei la due la saprà!") avevamo capito che due menti sono sempre meglio di una. A volte. Con noi non ha funzionato. Però come si dice, mal comune mezzo gaudio. E da quella bocciatura... ne sono seguite tante altre, ma è anche nata una bella amicizia.

Luglio 2010 - pieno periodo esami.

"Dai Gina mi raccomando, non riduciamoci all'ultimo come sempre!"
"Davvero questa volta ci mettiamo e studiamo con calma...
Umpf...
Sippperò fa un caldo della madoooonna!!! Perché non andiamo a studiare in montagna da me? In mezzo al bosco e col fresco è impossibile non concentrarsi!"
"Ohhh che bella idea Gina! Si, si, si partiamo subito!"
...
"Gina, MaCheCaldoFaInMontagna?"
"Mistosciooogliendo! No però adesso basta, studiamuuuuh guarda il gattino! Hai fame bel gattino?"
"Dai andiamo a comprare la pappa al gattino!"
...
"Cazzo Ginaaaa tra tre giorni abbiamo l'esame!"
"Meeeerda! PANICO PANICO!"
"Ok allora, io riassumo questo, tu quello, questo lo saltiamo, pure questo..."

Settembre 2010 - ultimi cinque esami. Poi, se Dio vuole, c'è la laurea.

"Gina questa volta dobbiamo essere super serie! Facciamo un bel programma giornaliero!"
"E niente distrazioni!"
"Sì brava! Niente distrazioni... Ah ma te l'ho detto che blablabla!"
"Ah davveeero? Noi invece blablablabla. Lo vuoi un caffè?"
"Sì dai facciamo merenda!"
...
"Gina ma che ore sono?"
"OHCAZZOSONOLESETTE!"
"ODDDIOOO com'è tardi! Corro a casa. Dai domani studiamo!"

Ora scappo, che la Gina mi aspetta!

martedì 24 agosto 2010

Stasera è la sera!

Sta mattina, mi sono svegliata proprio di buon umore. Sono uscita in giardino con la mia bella camicia da notte verde acido a pois bianchi, con un sorriso smagliante e con la voglia di salutare chiunque, come il caro Truman:




"Buongiorno!... Ah e nel caso in cui non dovessi vedervi, buon pomeriggio, buona sera e buona notte!"







Peccato che i miei vicini siano tutti in vacanza. Dettagli!

Sì, stasera finalmente ci rivediamo. Non so dove mi porterà e poco mi interessa perché ho solo una gran voglia di limonarmelo tutto!

Mia madre, per quanto sia contenta di rivederlo e per quanto gli sia ancora affezionata, ha cacciato lo stesso la sua battutina:
"Ma, a parte per i mobili che devo commissionargli, come mai vi vedete?"
"Così... usciamo!"
"Stai attenta. Per me la minestra riscaldata non è mai buona! O no?"
"Se prima non l'assaggio come faccio a saperlo?"

Che poi a me le minestre riscaldate piacciono tantissimo!


Aggiornamento del 24/08/'10 delle ore 20.31
"Ho avuto un problema a casa, quindi non posso venire. Più tardi ti chiamo e ti spiego. Scusa"
"Aspetto la tua chiamata. Ciao.", che tradotto significa: se non mi chiami sei morto!
Aggiornamento del 24/08/'10 delle ore 20.55
La sua macchina serviva ai suoi (con tre che ne hanno). Proprio come 5 anni fa! Eccoli tutti i brutti ricordi. Qui dritti nello stomaco, di botto.
Mia madre ha sempre ragione. SEMPRE!

sabato 21 agosto 2010

Non c'è due senza tre?*

Ve lo ricordate il Rugbista?
Ecco.
Erano un po' di mesi che ci rincorrevamo su Facebook con il solito "dobbiamo rivederci!", pensando che fossero tutte menzogne e che in realtà non sarebbe mai successo. E invece, è successo. Eccheèsuccesso?
Brevemente: 5 anni fa quando stavamo insieme, i suoi genitori gli avevano comprato una casetta che all'epoca era ancora in costruzione. Passandoci davanti sognavamo spesso il nostro (LONTANO) futuro insieme, come fanno un po' tutti i 18enni innamorati (e scemi). Nel frattempo la casa è stata corredata di fondamenta, mattoni, tubature e tutto il necessario dentro e fuori. E oggi mi ha portata a vederla.
Tralasciando (anche se non dovrei tralasciare!) che appena entrata mi sono sentita a casa mia e ho pensato "già, la amo"... chiacchiera di qui, chiacchiera di lì... alla fine ci siamo baciati.
MIIIIIIIIIIIZZE!
Ho pensato "emmò? EMMMO'?".
Emmò?
E non lo so. Sono in uno stato di stordimento e beatitudine al tempo stesso. Sono stata assalita violentemente dai ricordi, ma non so perché mi sono venuti in mente solo quelli belli. Niente mamme soffocanti (nemmeno quando ha detto "Eh le tende le ha scelte mia madre" - fa niente, sono belle lo stesso perché poi ha detto "Le piastrelle le ho scelte io!"), niente noia, niente litigi, niente di niente.
Mi sono sentita a casa mia in tutti i sensi, come se quei baci così familiari non fossero stati toccati minimamente da tutti questi anni.

Ma mi sono rincretinita?
Soprattutto quando alla sua domanda "Allora quando vieni a vivere qui?", ho risposto "Sono già a casa!" (e l'ho pensato per davvero!).






* Postilla al titolo: il due si spiega col fatto che - a dirla tutta - prima di stare insieme seriamente 5 anni fa, di innamorarci, di regalargli la mia verginità, ecc. ecc., eravamo già stati insieme quando avevamo 16 anni.
Si replicherà pure per la terza? Si accettano scommesse.



Aggiornamento del 22/08/'10 ore 11.09
Sta notte mi è preso il panico della serie "che cos'ho combinato".
Poi ho ripensato a una frase che ha detto: "Sei la prima che porto qui... sei sempre la prima in tutto!" e mi sono sciolta.
Ora però non ci siamo ancora sentiti e io non ho intenzione di scrivergli. Me la tiro, vabbene? (o va male?)

Aggiornamento del 23/08/'10 ore 8.20
Per la serie "VERGOGNATI!", ieri sono stata fedele alle mie promesse soltanto per 20 minuti. Poi gli ho mandato un sms, pentendomene subito e subendo un cazziatone da mio cugino "Devi sfuggirgli!". La risposta si è fatta attendere per tre ore, arrivando dallo scivolo di una piscina (e io in casa a soffrire il caldo in compagnia del ciclo!). Allora mi sono imposta di attuare davvero la strategia del "non mi faccio sentire", perché chi fugge vince.
...E vittoria fu! Ieri sera mi ha mandato lui un sms, tanto tanto carino.
[E io sono proprio tanto tanto cretina, lo so!]